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Dal 23 al 25 maggio si è svolta la prima edizione degli OutdoorDys del Garda Trentino
Photo by Daniele Gobbin |
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Outdoordays Skytriathlon
Photo by Ugo Verza |
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Experience Arrampicata alla prima edizione degli OutdoorDays 2008
Photo by Dino Panato |
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Nazionali di arrampicata sportiva in azione all'Outdoor Village di Riva del Garda Fierecongressi
Photo by Dino Panato |
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| Dal
23 al 25 maggio gli OutdoorDys del Garda Trentino sono stati la
dimostrazione che è possibile riunire in un unico evento tutte le
attività, gli appassionati, le aziende e le associazioni degli sport
outdoor. |
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Come in un disegno che, piano piano, prende forma anche gli OutdoorDays
del Garda Trentino, alla fine delle loro “prime” tre giornate, hanno
mostrato il loro volto. Era difficile delineare alla partenza questo
evento tutto dedicato agli sport all’aria aperta ma soprattutto al
“fare” outdoor, alla “cultura” dell’outdoor e ai suoi appassionati.
Ora, dopo questo intenso weekend appena concluso, l’idea ha avuto la
sua conferma sul campo: si può fare, anzi si deve fare! Insomma,
nonostante la complessità e l’assoluta novità del progetto ora c’è un
dato concreto: gli Outdoordays sono possibili e hanno potenzialità
davvero uniche.
Nel
Garda Trentino, tra Riva del Garda, Torbole, Arco e Nago si è
dimostrato che è possibile riunire in un'unica occasione il “fare” e il
far vivere l’outdoor a tutti - ovvero le ormai famose experiences
dell’OutdoorDays, alias l’arrampicata, il trekking, le vie ferrate, il
canyoning, l’alpinismo, il cicloturismo, la mountain bike, la canoa, il
nordic walking - insieme a competizioni uniche come lo Skytriathlon e
la Ronda Run. E ancora, e allo stesso tempo, realizzare un cuore
pulsante (il Villaggio dell’Outdoor di Riva Fierecongressi) dove si
possono incontrare: le Aziende dell’outdoor, le Associazioni e le
Istituzioni e gli appassionati legati a questo modo “attivo” di vivere
la natura e il territorio mischiati con tanti – ma proprio tanti –
alpinisti, climber e campioni dello sport che si gioca on air e sul
territorio "aperto".
Appunto proprio il territorio è stato,
com’era nelle aspettive del progetto, la componente principe ed
essenziale del tutto. A chi conosce il “quadrilatero” d’oro
dell’outdoor mondiale, quel tratto di “mediterraneo” posto tra pianura
e montagna che racchiude il Lago di Garda e la Valle del Sarca non
occorre manco dirlo: è stato questo ambiente bellissimo e speciale che
ha fatto la differenza. Ha fatto la differenza anche se nelle tre
giornate della manifestazione il sole ha giocato a rimpiattino con le
nuvole ma anche con la pioggia. Perché se anche l’ha messa un po’ in
difficoltà niente ha fermato la macchina degli OutdoorDays e la voglia
di esserci di tanti appassionati.
Vedere emergere dal Lago i
cyborg (stremati) del Triathlon, e poi vederli (ancora più stremati)
scavallare ai 2079 metri della vetta dell’Altissimo affermando che era
una corsa entusiasmante. E ancora, sentire quel concorrente della Ronda
Run, la grande “mezza maratona” che ha circumnavigato tutto il “Bel
paese” tra Lago e Monti, dire (stremato) all’arrivo: non la faccio più,
ma è stato bellissimo. Dà solo un’idea di quanto abbia contato lo
scenario in cui si è svolto il tutto ma anche la passione messa in
campo da chi pratica questi sport. Senza contare l’interesse suscitato
dai protagonisti dell’alpinismo e dell’arrampicata che hanno animato il
Villaggio Outdoor di Riva Fierecongressi, nonché dello spirito davvero
intenso che hanno saputo trasmettere alla manifestazione - raramente si
sono visti tanti alpinisti così forti e così felici di stare assieme.
C’erano
Nives Meroi e Romano Benet, Manolo, Hans Kammerlander, Pietro Dal Prà,
Ezio Marlier, Elisabetta Casarini, Rolando Larcher, Simone Moro,
Cristina Castagna, Florian Riegler, Christoph Hainz, Marcello
Cominetti, Fausto De Stefani, Daniele Nardi, Michele Fait che sono
stati intervistati da Kay Rush. E c’erano Franco Gionco, Bruno
Pederiva, Riccardo Scarian, Cristian Brenna, Luca Vuerich, il mitico
Gustin e tantissimi altri. E poi c’era anche una nutrita rappresentanza
della nazionale italiana di arrampicata sportiva composta da Michele
Caminati, Roberta Longo, Michel Sirotti, Stefano Ghidini, Jenny
Lavarda, Gabriele Moroni, Lucas Preti, Matthias Schmidl accompagnati
dal presidente Oscar Amici e il direttore tecnico Giovanni Cantamessa.
Mentre, sempre per l’arrampicata di gara, sono scesi in campo per uno
speciale e spettacolare contest di speed climbing anche Tomasz Oleksy,
Sergey Sinitsyn, Alexander Kosterin e Mathias Schmidl.
E poi
c’era anche la moltitudine di guide alpine che hanno fatto conoscere e
accompagnato gli appassionati (neofiti e non) nelle experience e che
hanno gestito le due aree test di Massone e del Monte Colori. E
c’erano, inoltre, gli oltre 200 volontari che hanno reso possibile
questa manifestazione che si è espansa su tutto il territorio.
L’immagine
più bella degli OutdoorDays? Mentre Fausto De Stefani parlava delle sua
esperienza di alpinista ma soprattutto di uomo e affermava la necessità
di guardare e di dare importanza ai bambini per garantire un futuro
alla terra, proprio accanto il pannello di arrampicata del boulder era
affollato da una ciurma colorata di bambinelli che si appendeva, si
arrampicava, saltava sul materassone.
Non c’è dubbio: il futuro
è senz’altro di quei bambini e molto dipenderà da come cresceranno.
Come il futuro e il cammino degli OutdoorDays dipenderà da come si
evolveranno. Ma come quei bambini che non smettevano di giocare con
l’arrampicata, anche gli OutdoorDays sono stati fortemente voluti: ora
ci sono e hanno dimostrato che possono e devono continuare a vivere per
diventare grandi!
Tutte le info e i numeri sulla prima edizione degli OutdoorDays del Garda Trentino su www.outdoordays.it
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