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Una donna insegna l'arrampicata alle truppe alpine |
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Scritto da Maurizio Piccirilli
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lunedì 03 marzo 2008 |
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È in forza al Centro addestramento di Aosta
Giovane è giovane. Occhi chiari che riflettono le sue
montagne valdostane e raccontano dei suoi sogni. Ma
l'aspetto non deve ingannare. Simona Hosquiet, 24 anni, è
una tosta. È la prima istruttrice militare, donna, di sci e
alpinismo presso il Centro addestramento alpino
dell'Esercito comandato dal generale Claudio Berto.
Fa
parte cioè dell'èlite delle Forze armate con compiti di
addestramento nella roccia e nello sci per i militari delle
varie armi.
Hosquiet la passione per la montagna ce
l'ha nel Dna. Valdostana di Aosta, vive con i genitori ed
un fratello di tre anni più grande di lei ad Antey St.
Andrè, in Valtournenche. Si appassiona allo sci di fondo e
comincia a gareggiare all'età di 12 anni arrivando nel 2002
alla Nazionale Italiana juniores; ne fa parte per due anni
e proprio durante le gare riceve offerte da vari corpi
militari per far parte delle rispettive sezioni
agonistiche. Ma lei scelse l'Esercito. Hosquiet, ammessa
nel Centro Sportivo Esercito, ha insistito per fare il
corso base da istruttore di sci e alpinismo. In precedenza
aveva arrampicato con il fratello Daniele e il cugino «ma -
confessa con estrema semplicità - proprio solo due volte».
«L'Esercito mi ha dato questa grande opportunità -
racconta il 1° caporal maggiore Simona Housquiet - così ho
tradito lo sci per l'arrampicata. Ne sono entusiasta.
Quando sono in parete è bellissimo. Si sta soli con se
stessi al cospetto dell'immensità. C'è la continua ricerca
di qualcosa. Una sfida che non finisce mai».
Il
fascino della montagna è così forte che Simona si impegna
al massimo per imparare le tecniche e in breve consegue i
brevetti di istruttore di sci e di alpinismo e supera le
selezioni per poter far parte del gruppo di «istruttore
degli istruttori».
Un diploma di tutto rispetto se si
pensa che la scorsa estate è salita in vetta al Monte
Bianco, a capo di quindici militari dell'88ma Compagnia e
poi ha guidato in vetta al Cervino le sei cordate del
reparto di paracommando dell'esercito belga, venuto in
Valle per completare l'addestramento in alta montagna. Lì
ha lasciati tutti indietro. I parà belgi sono rimasti così
sorpresi che quando l'hanno raggiunta in vetta non hanno
potuto fare a meno di complimentarsi con lei e i suoi
comandanti. Ma Simona Hosquit non è ancora soddisfatta e
adesso vuole essere ammessa al prossimo corso da aspirante
guida dell'Unione Valdostana Guide di Alta Montagna. Tra i
prossimi oviettivi ci sono l'arrampicata per vie diverse
sui monti di casa: Cervino, Monte Bianco. «Per gli ottomila
aspetto - dice - devo fare ancora esperienza». Intanto nel
tempo libero dopo aver insegnato ad arrampicarsi a veterani
delle varie armi si dedica alla lettura e scolpisce il
legno.
fonte: Il Tempo
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